Trauttmansdorff

Nuova serra

Ivo Khuen Belasi Architekt

2013
Steel Structures60 ton
Façades990 sq.m
S M L XL

Stahlbau Pichler e la sorprendente serra per i giardini di Castel Trauttmansdorff

L’acciaio come soluzione alle complessità costruttive


Premessa
Sono trascorsi circa 15 anni dall’inaugurazione dei Giardini di Castel Trauttmansdorff nei pressi dell’incantevole Merano, ma ancora oggi rappresentano una delle più belle oasi naturali del Nord Italia con oltre 400.000 visitatori all’anno che si recano ai meravigliosi giardini per partecipare ad eventi, percorsi didattici o semplicemente per trascorrere una giornata di relax in mezzo alle bellezze naturali del luogo.
Per celebrare questo importante traguardo, i Giardini si sono dotati di una grande e scenografica serra studiata per ospitare piante tropicali e un terrario per formiche e lucertole provenienti da tutto il mondo.

Scheletro d’acciaio e pareti vetrate
Il progetto è stato affidato all’architetto Ivo Kuhen Belasi con una richiesta di base ben precisa: un’integrazione proporzionata ed armonica della struttura nel contesto naturale circostante definito da boschi e specchi d’acqua, un elemento architettonico di immediata riconoscibilità dal grande impatto scenico, sia nelle ore diurne che in quelle serali, illuminate dalla luna e da luci artificiali. L’obiettivo era quello di regalare ai visitatori uno spettacolo a 360°, avvolgente e coinvolgente.
Il disegno architettonico ha dunque coniugato le preesistenze con un volume frastagliato, che recupera e reinterpreta le forme del Gruppo di Tessa, catena montuosa situata in prossimità di Merano. La forma geometrica pensata è così variegata da aver richiesto un’estrema attenzione nelle fasi di progettazione strutturale, frutto del lavoro di Johann Mittermair, e di realizzazione dell’opera, di cui si è occupata l’azienda Stahlbau Pichler. Per assecondare i profili del progetto, si è rivelata fondamentale la modellazione in 3D. Ogni singolo elemento che compone la serra è diverso dall’altro sia per sezione che per dimensione ed il più grande è di circa 3 tonnellate. Questa caratteristica ha rappresentato una vera e propria sfida costruttiva, superata a pieni voti in soli quattro mesi di lavoro grazie all’utilizzo di elementi portanti in acciaio creati e montati da Stahlbau Pichler. Le strutture dell’edificio che si innestano sui muri perimetrali in calcestruzzo sono realizzate con travi a cassone, ottenute da piatti in acciaio S355JR di diversi spessori e sezioni saldati a spigolo vivo.
I ridotti spazi di manovra dell’area di cantiere hanno aggiunto un’ulteriore complicazione, inoltre il progetto escludeva la presenza di giunti bullonati a vista: la struttura in acciaio, dal peso complessivo di circa 80 tonnellate, è stata pertanto interamente saldata in opera.
Per dare leggerezza all’impianto e trasparenza, l’acciaio è stato accompagnato dal vetro: una superficie complessiva pari a circa 1.100 mq di facciate vetrate.
Ancora una volta, anche per la parte vetrata, la posa ha richiesto abilità ed ingegno, dato l’andamento irregolare delle geometrie e le elevate pendenze: la posa delle vetrate extrachiare antiriflesso è stata dunque eseguita da operai in corda.
La regolazione climatica viene garantita da innovative protezioni solari a rullo, mentre un sistema motorizzato rappresenta la base per il funzionamento dell’impianto di ventilazione naturale.
Una visionaria soluzione architettonica dunque ed una particolare abilità costruttiva hanno lavorato a braccetto per valorizzare quello che nel 2005 è stato eletto il parco più bello d’Italia, così da continuare ad arricchirlo, fino a trasformarlo in una sorta di Eden terrestre.
Il Giardino botanico affacciato su Merano si estende infatti su uno spazio di 12 ettari fino a digradare su 100 metri di dislivello. La serra ospita oggi collezioni di orchidee, un ampio panorama di piante esotiche, spezie, come vaniglia, cannella, pepe, curcuma o pimento della Giamaica e essenza profumate, come il Patchouli o l'Ylang Ylang. Piante ayurvediche, ma anche piante tessili, come il kapok e il pandanus, arricchiscono il ventaglio di varietà proposte dalla nuova Serra.


Cliente:
Provincia autonoma di Bolzano
Categoria:
Architecture