Ponte del mare

Pescara

Pichler Architects

Foto © Oskar Da Riz

L’onda che unisce Pescara

PONTE DEL MARE: UN PROGETTO DA STUDIARE, FIRMATO STAHLBAU PICHLER

Pescara rilancia il suo ruolo di città culturale e turistica a partire da un’opera architettonica che sta avendo risonanza in tutto il mondo: il Ponte del Mare, realizzato in acciaio da Stahlbau Pichler.


Potremmo definirla come “l’opera-simbolo” di Pescara, sicuramente come la realizzazione più avveniristica della città, è il Ponte del Mare, la struttura che ha portato a compimento l’unione fisica tra le due “Marine”, tra le due parti della città di Pescara.
Collega la riviera sud con quella nord permettendo di creare la necessaria continuità al Corridoio Verde Adriatico, la pista ciclabile che corre lungo tutta la costiera da Ravenna a Santa Maria di Leuca, in via di completamento.
Il Ponte del Mare è nato da un progetto votato all’elevata qualità architettonica, tecnica e non da ultimo simbolica.
Esso è entrato a far parte, facendosene simbolo, del tema del Corridoio Verde Adriatico con il quale si è avviato uno specifico percorso eco-culturale.
Riportato come caso studio all’interno di due conferenze scientifiche (Oporto e Bangkok) in riferimento ai temi della coerenza d’insieme tra concezione progettuale ed opera finita, tra fattibilità tecnica e durabilità dell’opera, il progetto architettonico è stato affrontato ponendo particolare attenzione allo studio della forma, alla scelta dei materiali, alla percezione del manufatto, all’analisi dell’inserimento della struttura nel contesto ambientale e storico, alla tecnologia ed ai costi di realizzazione.

Il ponte, esclusivamente ciclopedonale, muove verso una mentalità ecologica, andando incontro alle necessità di sicurezza e di spazi dedicati a chi ama spostarsi a piedi o in bicicletta e spingendo in tal modo la città abruzzese a vivificare la sua anima turistica.
Il ponte si divide difatti in due percorsi, uno ciclabile e l’altro pedonale, che lasciano ampia libertà di movimento sia agli amanti delle passeggiate che agli appassionati del pedale.
Cultura e turismo: un binomio che questo ponte vuole rilanciare cooperando con la realtà pescarese talvolta ingiustamente esclusa dal circuito delle rinomate mete di viaggio.

Realizzato completamente da Stahlbau Pichler, il ponte rientra nella nuova generazione di ponti strallati, ovvero in quella tipologia di ponti “sospesi” in cui l'impalcato è retto da una serie di cavi, gli stralli appunto, ancorati a piloni di sostegno. Rispetto ad un ponte sospeso di tipo classico, in cui l'impalcato è, appunto, "sospeso", mediante pendini verticali, ai cavi portanti che assumono la forma di una catenaria, gli stralli del ponte strallato collegano direttamente il piano dell'impalcato alle antenne.

Il progetto presenta un pilone centrale alto 50 metri, leggermente inclinato, che sostiene un cavo primario a cui sono fissati i tiranti secondari che sostengono e tengono in bilancio i due rami separati del ponte. Questi ultimi, immediatamente visibili, confluiscono gradualmente verso un'unica sede.
Il ponte si snoda in un tracciato curvilineo che congiunge le due riviere all’altezza della rotonda della Madonnina, a nord, ed in corrispondenza del Lungomare Papa Giovanni XXIII a sud.
Le rampe di estremità procedono con una sede unica, dedicata all’uso ciclopedonale, di larghezza variabile da 5.95 m a 7.42 m, mentre il tratto centrale di scavalcamento del fiume si completa con due impalcati separati di larghezza di 4.2 m per la sede ciclabile e 3.2 m per la sede pedonale.
La lunghezza complessiva della struttura è diversa a seconda dei percorsi ciclabili o pedonali: il tracciato ciclabile ha una lunghezza di 440,72 metri mentre il tracciato pedonale si distribuisce per una lunghezza di 465,60 metri. La pendenza delle rampe non supera il valore dell’8%, accessibile a tutti, come previsto anche dalla normativa per le rampe idonee ai portatori di handicap in carrozzina.
Le linee del ponte sono fluide e la tessitura delle funi al mutare delle angolazioni e dell’intensità della luce racconta mutamenti architettonici che arricchiscono l’opera di fascino e chiarezza costruttiva.
Il sistema dei tiranti secondari crea due fusi conici che disegnano il profilo di una coppia di vele al vento che s’intersecano, rendendo il ponte elemento vivo nella città.
La struttura portante degli impalcati è in acciaio protetto con rivestimenti metallici ed ha una superficie complessiva di 3.108 metri quadrati, la piattaforma invece è in calcestruzzo in opera collaborante con l’acciaio.
Tale soluzione è stata studiata per rendere praticamente impercettibili le oscillazioni di questo ponte a grande luce, eliminando così anche le torsioni della sezione.
I tratti di estremità del ponte sono a campata unica, siamo sull’ordine dei 30 metri, realizzati in acciaio-calcestruzzo su piloni di acciaio.
Entrambi i rami sono illuminati cosicché anche di notte la spazialità della struttura possa essere percepita, come se una costellazione si riflettesse nelle acque del fiume.
Sia la piattaforma ciclabile che quella pedonale sono state trattate con speciali materiali antisdrucciolo.

Una creatura che risale dal fiume e nella sua magnificenza si erge ad unione naturale delle due sponde pescaresi.
Il panorama godibile dalla struttura è emozionante ed unico: Pescara si può ora ammirare dall’alto e così tutto il lungomare, sia guardando a nord che volgendo lo sguardo a sud. La discesa verso la riviera sud è molto comoda e rappresenta una piacevole occasione per godere dell’aria aperta.
Un’opera architettonica imponente, ma anche straordinariamente a dimensione d’uomo, dedicata ai rapporti umani, voluta per favorire momenti di relazione, scambi, anche solo incroci di sguardi di passaggio, per riproporre la naturalezza di una passeggiata, lontani dal traffico. Un living bridge dedicato all’uomo, infrastruttura simbolo della coniugazione armonica tra qualità della vita e mobilità pedonale nel contesto urbano. L’opera, interpretata in chiave comunicativa anche nel nome, si fa portavoce e simbolo della connessione tra i popoli dell’Adriatico.

Percorrendo il Ponte ci si rende conto, mano a mano che si avanza, di come si realizzi un’immersione nell’ambiente dell’uomo, una fusione con l’acciaio che si tuffa nelle acque e nel panorama pescarese, nelle sue curve flessuose poste a riproposizione del movimento delle acque sottostanti, nei suoi stralli posti a vele di una nave che si culla sui morbidi flutti di acque calme.
Un interessante elemento architettonico, pensato per richiamare l’attenzione dei turisti verso una città che può dare molto alla cultura con il suo fermento, ma che fino ad oggi ha talvolta trovato limiti nelle strutture presenti.
Un richiamo forte verso la città, un progetto avanzato e attento al bisogno di incentivare uno stile di vita sano e attivo, una realizzazione impegnativa ma studiata in ogni dettaglio.
Il Ponte del Mare: creatività firmata Stahlbau Pichler.